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Il compost: realizzare e gestire una compostiera

Il compost è un concime fai da te ecologico e gratuito, che deriva dalla trasformazione di resti organici di varia natura per opera di preziosi microrganismi. Il compost rientra nelle sostanze definite ammendanti, che fertilizzano la terra da ogni punto di vista: chimico, biologico e fisico. Per questo il compost rappresenta una validissima alternativa al letame, e anche un modo virtuoso di sfruttare quelli che altrimenti risulterebbero come rifiuti.

Compost: come realizzarlo

Per fare il compost possiamo anche dimenticare quelle classiche campane in plastica, e allestire autonomamente una compostiera mediante assi di legno o reti o anche decidere di lasciare i resti accumulati, con criterio, su un mucchio a sezione trapezoidale o a parallelepipedo.

Dove ubicare la compostiera

Il posizionamento della compostiera è una scelta importante perché andrebbe pensata come definitiva: il terreno dell’area compost diventa una fucina di microrganismi, che ogni volta che comincia un nuovo cumulo dopo la fine del precedente, ripartono in modo rapido a moltiplicarsi e a lavorare.

Scegliamo quindi un luogo abbastanza strategico: un angolo poco sfruttabile del giardino o dell’orto, ma allo stesso tempo comodo da raggiungere con una carriola carica da svuotare. Meglio che l’area compost sia in ombra, per evitare che gli scarti in estate secchino troppo.

Come realizzare un cumulo

Idealmente il cumulo di compostaggio dovrebbe essere una miscela di scarti organici di natura diversa: resti vegetali di cucina, ma anche tagli d’erba, fiori appassiti, erbacce strappate via dall’orto e dai vasi, e anche i resti degli ortaggi stessi. Insomma, una grande varietà di materiali, alcuni dei quali più velocemente decomponibili, altri più lenti a trasformarsi. Questa diversa velocità dipende dal loro rapporto Carbonio/Azoto (C/N): più è alto, più lentamente si decompongono i resti, è questo è il caso di segatura e trucioli legnosi. Più è basso il rapporto, più è corto questo tempo, ed è il caso dell’erba e dei tessuti vegetali giovani. Per un compost di qualità, serve una miscela equilibrata di scarti umidi e secchi, per un rapporto di circa 25:1 o 30:1.

Condizione fondamentale per un buon andamento del compostaggio è l’ossigeno: la trasformazione delle materie organiche avviene ad opera di funghi e batteri aerobi. Per questo gli scarti non vanno mai pressati, ma anzi, è ottimo cercare di accumulare materiali fini insieme ad altri meno sminuzzati, in modo tale che passi l’aria tra gli interstizi.

Il compost attraversa una prima fase ad alte temperature, che è come una combustione naturale o biossidazione, durante la quale vengono attaccate le sostanze più facili da digerire da parte dei micorganismi (carboidrati, amminoacidi ecc.) poi una stagionatura più lunga e a temperature inferiori, che porta ad ottenere un terriccio scuro come l’humus di bosco.

L’ideale è quindi ammucchiare gli scarti rapidamente sulla prima parte del cumulo fino ad 1,5-1,8 metri di altezza, e poi andare avanti allungando il mucchio e lasciando la prima parte a decomporsi per tutto il tempo necessario. In campagna, dove lo spazio non manca, il cumulo libero è la scelta più indicata e pratica. Avremo così parti del cumulo che daranno compost maturo prima, poi via via le altre, per ricominciare il ciclo.

Che cosa mettere nel cumulo

Nel compost metteremo di tutto e di più, ma attenzione: evitiamo gli scarti di pesce o carne, che generano odori terribili e attirano le mosche, e ricordiamo sempre di togliere ogni resto metallico o plastico. Esempio emblematico sono i legacci dei pomodori: quando la coltura è finita dovremmo eliminare con pazienza le canne ma anche tutti i legacci, e mettere nel mucchio solo le piante pulite e fatte a pezzi.

Dalla cucina per il compost possiamo usare bucce, puliture di verdura, carta umida, fondi di caffè, bustine di tisane e tè ecc. Anche le bucce degli agrumi vanno bene: è vero che sono ricche di olii essenziali che rallentano il compostaggio, ma se vengono immesse in un mucchio pieno di altri materiali non ci saranno problemi.

Sminuzzare i resti

I resti di grandi dimensioni come le potature o le piante di pomodori estirpate andrebbero sminuzzate per velocizzarne la decomposizione e anche per rendere più comoda la mescola del compost, da praticare ogni tanto col forcone.

La trincia

La trincia è un valido strumento che viene in aiuto per sminuzzare i resti, ridurne tantissimo l’ingombro e permetterci così di sfruttare per il compost anche le ramaglie di potatura. Se abbiamo una lunga siepe tutta da potare pensiamo a quanta massa di ramaglie di ottengono e quanto bel compost potremmo ricavarne. Possiamo trovare vari modelli di trincia di Bertolini: quelle ad uso privato BTS 50, oppure ad uso intensivo BTS 65, e infine anche quelle ad uso professionale BTS 80, BTRS 80R, BTS 100, BTS 100 TR.

Utilizzare il compost pronto

Il compost è maturo dopo un tempo variabile dai 6 mesi ai 9, a seconda delle stagioni intercorse: in inverno si ferma tutto, mentre in primavera ed estate la trasformazione delle masse organiche è rapida. Possiamo setacciare il compost con una rete e usarlo per l’orto, per la siepe, per i vasi fioriti  e le piante da frutto: è un ammendante valido praticamente per ogni tipo di pianta. Nell’orto va bene cospargerne 2 o 3 kg ogni metro quadrato alla lavorazione principale del terreno.

In collaborazione con Orto da Coltivare - Articolo di Sara Petrucci, agronoma

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