Orto autunnale: è tempo di preparare le aiuole

Un orto autunnale, affinché sia rigoglioso e produttivo, va già organizzato nel bel mezzo dell’estate. Forse non piace doversi già proiettare così presto con la mente in una stagione notoriamente associata alla malinconia, ma questo non significa privarsi delle soddisfazioni dei raccolti estivi: mentre ci godiamo pomodori, zucchine e meloni, da coltivatori previdenti iniziamo anche a piantare gli ortaggi autunnali. In questo periodo infatti le giornate adesso sono lunghe e calde e le piantine iniziano ad attecchire e a crescere, come presupposto per un ottimale sviluppo successivo.
Quali sono gli ortaggi autunnali
Gli ortaggi tipici dei raccolti d’autunno sono un nutrito gruppo, molto interessante da coltivare e soddisfacente anche in cucina:
- Le insalate autunno-invernali: cicorie rosse, verdi e variegate, l’endivia riccia e la scarola
- Il finocchio, che effettivamente a luglio si semina in semenzaio e va trapiantato poi ad agosto. Coloro che non usano il semenzaio possono aspettare ancora un po’;
- Broccolo e cavolfiore: quando si parla di broccoli e cavolfiori si apre un mondo di cultivars, differenziate in base al colore e alla precocità o meno del ciclo, dai 70 ai 120 giorni circa. Ad esempio, al classico cavolfiore bianco possiamo affiancare anche il verde di Macerata o il violetto di Sicilia, così come l’affascinante romanesco con le punte.
- Cavolo cappuccio e verza, due cavoli che formano la tipica testa, il primo da consumare anche crudo, il secondo si usa prevalentemente cotto;
- Cavolo nero e cavolo riccio: due tipi di cavolo privi di testa, che producono ciuffi foglie lungo uno stelo man mano che questo si innalza in verticale. Sono ottimi cavoli per minestre e contorni vari;
- Cavolo di Bruxelles, una tipologia meno usuale in Italia ma consigliatissimo per le sue produzioni generose e prolungate
- Altri cavoli “minori”: cavolo rapa, cavolo cinese e cavolo sedano detto anche “pak choi”
- Porro invernale, che ha il vantaggio di resistere al freddo e di donarci raccolti quando ormai nell’orto ci sarà ben poco.
L’orto autunno invernale non si esaurirà qui; potremo attendere agosto o anche settembre per ulteriori semine: rucola, cima di rapa, rapa, spinacio.
Ricavare e pulire gli spazi necessari
Come si vede, l’orto autunnale può essere altrettanto pieno e ricco come quello primaverile-estivo. L’importante è avere gli spazi, o sapere di poterli ottenere a breve. Se non abbiamo pensato in tempo ad una programmazione delle aiuole, si possono sfruttare le superfici che comunque si rendono vuoti: quelli delle zucchine giunte ormai a fine ciclo, o dei primi fagiolini o delle cipolle e agli arrivati al raccolto e che vanno estirpati.
Gli ortaggi autunnali trovano spazio rimpiazzando quelli precedenti, quindi è fondamentale eliminarne ogni resto, estraendone anche le radici.
Sotto la pacciamatura la terra è soffice
Il terreno delle aiuole coltivate con pacciamatura di solito è più soffice e non è detto che vada lavorato di nuovo come ad inizio primavera: questa è davvero una bella condizione. Possiamo limitarci a pulire i buchi sui teli o tra la paglia dai resti della coltivazione precedente e utilizzarli per nuovi trapianti, se le distanze tra piante sono compatibili, o comunque fare dei riadattamenti.
Pulizia dei vialetti e degli spazi divisori
I vialetti divisori tra le aiuole di solito in estate si riempiono di portulaca, di gramigna, convolvolo e di tante altre erbe spontanee che crescono a ritmi impressionanti. Possiamo tenere controllata la crescita di tutte queste essenze grazie ad attrezzi come la trincia. La trincia, per esteso chiamata trinciatututto, è un attrezzo comodo e semplice da usare, che consente di tagliare l’erba e sminuzzare i resti di ortaggi ed infestanti: sono molti i modelli di Bertolini adatti alle diverse esigenze e contesti: quello ad uso privato BTS 50, quelli ad uso intensivo BTS 65, ed ad uso professionale BTS 80, BTRS 80R, BTS 100, BTS 100 TR.
L’erba che viene tagliata dalla trincia può tranquillamente restare a terra e divenire pacciamatura, ostacolando un po’ la nascita di nuova erba negli stessi vialetti.
Preparare un nuovo letto di semina
Laddove il terreno è duro deve essere nuovamente lavorato per accogliere le nuove colture, ma il fatto che risulti costipato ci suggerisce anche che dovremmo incrementare il livello di sostanza organica, con l’aggiunta di tanto compost e mediante la pratica dei sovesci.
Intanto, nei punti di terra molto compatti, è utile impiegare una forca foraterra o una grelinette per dissodare in profondità.
Su spazi estesi, il letto di semina e trapianto può essere agevolmente preparato con un buon motocoltivatore o con una motozappa. Tra i motocoltivari si può scegliere tra i vari modelli di Bertolini: 350, 400 e 401 S che sono motocoltivatori ad uso privato, il gruppo 405 S, 407 S, 413 S ad uso intensivo e infine anche i motocoltivatori ad uso professionale, modelli 417 S e 418 S. In poco tempo avremo un orto soffice e pronto a far attecchire i nuovi ortaggi che si piantano.
La motozappa è uno strumento simile al motocoltivatore ma è senza ruote e risulta pertanto più comodo e leggero da manovrare. I modelli di motozappe di Bertolini spaziano anche in questo caso tra quelli ad uso privato 155, 195 S, quella ad uso intensivo 205 S e ad uso professionale 215 S e 218.
In collaborazione con Orto da Coltivare - Articolo di Sara Petrucci, agronoma



