Trinciatutto e fertilità del suolo: l’erba trinciata da scarto a risorsa

Il trinciatutto, detto anche trinciasarmenti o abbreviato “trincia”, è un attrezzo che serve al taglio dell’erba, delle sterpaglie e dei rovi in tante diverse situazioni e contesti, da quelli agricoli amatoriali e professionali e anche negli interventi di manutenzione del verde. Diventa utile quando si vuole recuperare un terreno incolto, e nei diversi casi in cui si deve ripulire uno spazio invaso dall’erba: coltivazioni, bordi strada, margini dei campi e spazi divisori di vario tipo. Uno strumento comodo, semplice da usare che velocizza i compiti in alternativa ad altri attrezzi quali decespugliatore e tosaerba. Il trinciatutto diventa particolarmente prezioso durante l’estate, quando la crescita delle specie spontanee da prato procede a ritmi molto sostenuti e nei vigneti si procede con le operazioni di potatura verde, come la cimatura dei tralci.
I trinciatututto, come quelli di Bertolini ad uso privato BTS 50, quelli ad uso intensivo BTS 65, ed ad uso professionale BTS 80, BTRS 80R, BTS 100, BTS 100 TR, sono modelli adatti ai diversi contesti, dalle colture amatoriali fino alle aziende professionali, pertanto si può scegliere il modello che più si adatta alla specifica esigenza di ciascuno
Vediamo perché il trinciatutto è così utile, ecologico rispetto al diserbo chimico e come impiegarlo per sfruttarne al meglio le potenzialità, con un occhio verso l’ambiente.
L'inerbimento controllato tra i filari
Da anni che è ormai assodato l’effetto positivo della presenza di erba tra i filari del vigneto, tra le piante da frutto, negli oliveti e tra le file degli impianti di piccoli frutti come more e lamponi. La ragione è di tipo ecologico: l’erba, con le proprie radici, “tiene” la terra e ne impedisce l’erosione, cioè lo spostamento delle particelle tramite l’azione dell’acqua. Il fenomeno è noto soprattutto sui terreni collinari, dove si assiste al deposito a valle di molti sedimenti con perdita di nutrienti. Tenere un terreno sempre nudo e lavorato, infatti, lo impoverisce e lo destruttura e andrebbe evitato. Per questo oggi nella maggioranza delle situazioni si preferisce mantenere il cotico erboso tra i filari e a bordo campo, pur accettando quel minimo di competizione che l’erba causa alle piante coltivate, soprattutto nelle fasi giovanili.
Pulizia dei bordi
Altro noto caso in cui un trinciatutto risulta vantaggioso è nei lavori di pulizia dei bordi dei campi, dei margini, di tutte quelle aree che nel gergo tecnico vengono chiamate “tare”, ma che è bene pulire non soltanto per un senso piacevole di ordine. Alcune erbe infestanti infatti possono ospitare patogeni o insetti dannosi a carico delle colture, quindi un loro controllo è positivo
Con una gestione meccanica dell’erba si rende superfluo l’uso di erbicidi chimici, che sarebbero da evitare ogni qualvolta esiste l’alternativa sostenibile.
Cosa succede all'erba trinciata
L’erba e i resti trinciati vengono sminuzzati dalla macchina e lasciati sul suolo, dove nella bella stagione si decompongono in modo rapido grazie a due importanti fattori:
- Alte temperature: i microrganismi che decompongono la sostanza organica (batteri, attinomiceti, funghi) vivono e si moltiplicano alacremente con le temperature elevate.
- Basso rapporto Carbonio/Azoto /C/N): si tratta di un parametro tecnico che, semplificando, indica quanto rapidamente i resti organici si decompongono, a seconda del loro contenuto di cellulosa, emicellulosa o lignine. Più il rapporto è alto, come nella segatura e nelle potature, meno rapidamente la sostanza si decompone, poiché ha tanta lignina, Nel caso dell’erba tagliata questo rapporto è molto basso, indicativamente tra 15:1 e 25;1, a seconda del tipo di erba, e della presenza o meno di resti di ramaglie. I microrganismi utilizzano il carbonio come fonte di energia e l’azoto come fonte proteica. L’erba tagliata e lasciata a terra quindi non si accumula nel tempo con ripetuti tagli, ma fornisce un rapido nutrimento ai microrganismi del suolo, contribuendo quindi alla sua fertilità biologica, chimica e anche fisica.
Raccogliere l'erba per le pacciamature
Un buon utilizzo dell’erba trinciata è quello di rastrellarla una volta essiccata per impiegarla come pacciame. L’erba fresca è molto umida e tende a compattarsi, formando strati poco ossigenati che possono causare cattivi odori, per questo è consigliato farla prima asciugare all’aperto e poi usarla come pacciamatura nell’orto e nel frutteto.
Una classica applicazione della pacciamatura con erba tagliata è lungo i filari dei lamponi, dove non si arriva col trinciatutto per evitare di tagliare anche i tralci della pianta. Anche attorno ad ogni singola pianta da frutto o ornamentale è bene sistemare una bella pacciamatura a cerchio, in modo che almeno in quei punti l’erba non cresca e si possa poi trinciare tutto attorno senza il timore di ferire il tronco andando troppo vicino con la macchina.
Trinciare a filari alterni
Per ragioni ecologiche, non è il massimo tagliare sempre tutta l’erba contemporaneamente: le erbe spontanee sono infatti fonti di pascolo per le api e i tanti altri insetti utili come bombi e osmie, che trovano nei fiori di trifogli, tarassaco e malva, solo per dirne alcuni, delle importanti fonti di nettare. Per questa ragione negli impianti fruttiferi è consigliato trinciare a filari alterni, lasciando passare circa due settimane tra un taglio e l’altro e procedere ogni volta con questa cadenza.
In collaborazione con Orto da Coltivare - Articolo di Sara Petrucci, agronoma



